The Pirate Bay, i pirati dei Caraibi svedesi

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In Italia ancora in pochi usano la rete Bittorrent per scaricare contenuti. Ci si affida ad eMule che, pur presentando tutta una serie di vantaggi, per alcuni aspetti viene surclassato dai torrent: ad esempio, il meccanismo di condivisione è generalmente molto più veloce ed equo, senza la necessità di accumulare i famosi crediti del mulo (di cui peraltro un utente medio ignora l’esistenza) che penalizzano i nuovi arrivati. Come enorme punto a suo sfavore, Bittorrent non offre l’anonimato (come invece accade con una connessione offuscata di eMule), a meno che non si utilizzino degli escamotage piuttosto complessi e -per un uso medio- eccessivi. Fattostà che la rete torrent va molto molto bene, ottime prestazioni e tutto, e quindi si sta diffondendo sempre di più, con conseguente miglioramento delle prestazioni complessive. Vi allego un paio di link se ne volete sapere di più. Per gli utenti Windows consiglio vivamente come client μTorrent, decisamente il migliore in assoluto ma purtroppo disponibile unicamente su Finestre.

Ora, una delle caratteristiche peculiari di Bittorrent è la presenza dei torrent, appunto, cioè dei piccolissimi file che individuano delle liste di tracker, cioè server che regolano la condivisione dei file. Per essere concreti, tutto quello che un utente deve fare è scaricare il torrent e farlo partire. Tutto si basa su questo meccanismo, quindi è intuitivo realizzare che sia necessario, in qualche modo, trovarli, questi torrent. Sono in giro per il web, nei forum, in alcuni portali, ma per semplificare le cose di solito si usano dei motori di ricerca dedicati.
Uno di questi, forse il più famoso, è The Pirate Bay (anche se io consiglio Fulltorrent).
Leggendo bene, la baia dei pirati non è solamente un motore di ricerca: nasce da un movimento svedese (forse è addirittura un partito, ancora non capisco la lingua, perdonatemi) che afferma con stoica convinzione la necessità di eliminare i diritti d’autore e promuove in ogni modo lo scambio libero, gratuito e senza censure dei contenuti multimediali.

“The members at The Pirate Bay represents a broad spectrum of file sharers. Therefore material that seem offensive might be available. Do not contact us if there is anything you find offensive, instead focus on the material that you find positive.”

Le caratteristiche del protocollo Bittorrent unite alla particolare situazione legislativa svedese permettono a questi signori di portare avanti la loro lotta e fare bellamente il loro comodo. Sono stati citati in giudizio dai più grandi colossi dell’informatica e dell’industri audiovisiva, primo fra tutti il gigante Microsoft. Loro se ne sbattono, e anzi insultano e deridono chi gli invia mail di denuncia, intimando la chiusura dei loro server. E possono farlo.

Adesso, però, hanno deciso di non limitarsi a The Pirate Bay e hanno in cantiere tutta una serie di progetti relativi alla libera circolazione di idee. Uno di questi è già partito, ed ha ovviamente suscitato molte discussioni in proposito. Si chiama Bayimg, e come suggerisce il nome è un sito dedicato alla condivisione di immagini, come ad esempio Flickr. L’unica, enorme differenza è che i signori pirati annunciano a grandi lettere che non opereranno ALCUN tipo di censura dei contenuti, nemmeno se questi oltrepassano i limiti imposti dalla morale comune.

“bayimg.com is a place where you can host all your images. We do not censor them. We believe in freedom of speech, it’s of utter importance to us.”

Ovvio che subito il sito si è riempito di immagini porno, ma è possibile trovare anche tag come “death” o “massacre”, che sembrano appena usciti da rotten.com.
Ho trovato molto ostica la ricerca di immagini: in effetti, non c’è. Ci si muove solo tramite i tag. Ma d’altra parte è un sito di hosting, mica una galleria.

Beh, fateci un salto e magari condividete qualche immagine.
Di sicuro meritano una letta le motivazioni ideologiche che stanno dietro a tutti questi progetti.

Bittorrent su Wikipedia
The Pirate Bay
Bayimg
Il sito del client μTorrent
Il motore di ricerca Fulltorrent

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4 Responses to “The Pirate Bay, i pirati dei Caraibi svedesi”

  1. al-tawhid wahid Says:

    Il mio amico svedese mi aveva segnalato The Pirate Bay tanto tempo fa, ma siccome non sono nerd ho preferito non andarci e dedicare il mio tempo al consumo di spuntini brighelloni.

  2. ErioL Says:

    viva viva l’amico svedese!

  3. iL sOlE nUdo » Blog Archive » μTorrent: piccolo trucco per trovare più seed Says:

    [...] avevo già parlato della rete BitTorrent tempo fa: in breve è un’alternativa al classico eMule, con molti [...]

  4. iL sOlE nUdO » Blog Archive » Torrent: piccolo trucco per trovare più seed Says:

    [...] avevo già parlato della rete Bit Torrent tempo fa: in breve è un’alternativa al classico eMule, con molti [...]

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