Olofonia: esperienza uditiva senza pari

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holophonicsCome al solito, partiamo da qualcuno. Però stavolta non si capisce bene: Hugo Zuccarelli oppure Umberto Maggi. Per non far rimanere male nessuno, dicono che hanno lavorato insieme, negli anni ‘80. Questo vuol dire che queste tecniche meravigliose esistono da quasi trent’anni e come al solito in pochi sanno di cosa si tratta. Olofonia: c’entrano gli ologrammi e c’entra la fonia, il suono. Un altro modo meno greco per dirlo è “registrazioni binaurali” (binaural recordings), che però non è che chiarisca molto di più la faccenda. I più scaltri avranno intuito che si sfruttano in qualche modo entrambe le orecchie. E ne esce fuori un suono in tre dimensioni che lascia a bocca aperta. Ascoltare per credere.

Dunque, la faccenda è complessa anzichèno (ma esiste questa parola?). In parole poverissime -ma spero precise- l’orecchio umano in qualche modo modifica le onde sonore che percepisce, producendo spontaneamente delle interferenze. In questo caso però, si tratta di interferenze “utili” che permettono al nostro cervello di capire l’esatta posizione della fonte sonora. Se siete ad occhi chiusi, e qualcuno alla vostra destra vi parla, sapete istintivamente dove si trova -a destra-, anche senza poterlo vedere.
Ovvio.
Eppure se ci pensate la configurazione spaziale degli strumenti è totalmente assente nelle registrazioni audio (tanto che si registrano le varie sessioni, o strumenti, separatamente). Eppure la collocazione di un certo strumento è piuttosto importante: basti pensare all’organizzazione delle orchestre, dove la disposizione dei componenti non è certo lasciata al caso.
Allora i signori di cui sopra si sono ingegnati per trovare una tecnica per riprodurre anche la sensazione tridimensionale negli ascolti in cuffia. Ci sono riusciti e tutto ciò è davvero meraviglioso.
Pare inoltre che alcune band piuttosto famose abbiano utilizzato delle tecniche di registrazione binaurale per i loro dischi, ma non vi so dire di più perchè non possiedo gli album in questione. Tanto per citarne alcuni: Pink Floyd, Roger Waters e Pearl Jam (il cui lavoro si chiama proprio “Binaural”).
Cercando con un po’ di attenzione nella rete si trovano alcuni file audio dimostrativi, alcuni più validi, altri abbastanza insulsi. Ve ne linko alcuni, insieme ad un po’ di documentazione per i più curiosi.
C’è anche una libreria+plugin (per winamp) che dovrebbe girare su qualsiasi sistema operativo che “traduce” i file stereo in file binaurali. Domani lo provo, sono molto curioso.
L’unica pecca è che pare sia impossibile registrare suoni *davanti* l’ascoltatore, difetto che inficia molto il potenziale di questa tecnica. Non ho idea del perchè.

Ah! Importantissimo: utilizzate delle cuffie, altrimenti non funziona!

Iniziate da qui: dal barbiere… virtuale
La tizia sensuale col difetto di pronuncia
Holophonics su Wikipedia (con audio)
Binaural recordings su Wikipedia
Sito con esempi
Altro sito con esempi (i link sotto non vanno..)
Il software per la conversione

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14 Responses to “Olofonia: esperienza uditiva senza pari”

  1. al-tawhid wahid Says:

    Non è una cosa molto stramba, l’interferenza avviene all’interno del cervello quando una stessa sorgente arriva con un leggero ritardo ad un orecchio rispetto che all’altro. E’ uno dei metodi per realizzare il panorama (negli algoritmi stereo normalmente utilizzati si gioca sul volume, ma ci sono altri trucchetti - per esempio un leggero filtraggio applicato ad un solo canale).
    Le registrazioni binaurali esistono da quando esiste lo stereo - ovvero da qualche decennio. Non mi pare una cosa sconvolgente…
    Di modelli fisici per situare il suono, poi, immagino se ne conoscano svariati (anch’essi piuttosto diffusi: pensate ai videogiochi, già in wolfstein 3D con la Soundblaster si sentivano le porte aprirsi alle spalle del personaggio), non capisco di preciso che cosa abbiano fatto in particolare questi due tipi che citi.
    Ovviamente tutto ciò assumerebbe un’importanza piuttosto relativa, se il 5.1 sorgesse davvero come nuovo standard al posto dello stereo.

  2. mirco Says:

    Giusto, il ritardo..

    Beh, veramente io non conosco applicazioni o videogiochi con audio di questo tipo. Su canali stereo, dico. Si, i suoni a destra li senti a destra e quelli a sinistra a sinistra, ma credo sia solo un gioco di volumi. Non c’è una vera sensazione di spazialità 3D. Alcuni videogiochi li ho provati con le cuffie, a suo tempo, ma non ricordo niente del genere. Ma magari mi sbaglio.

  3. Marilù Says:

    oddddddiiioooooo che figata!
    quella cosa del barbiere mi ha fatto troooppo venire i brividi a un certo punto ho dovuto aprire gli occhi perchè ero convinta di averlo accanto a me…bellissimo stupendo post.

  4. al-tawhid wahid Says:

    Ma dai, hai mai provato a giocare a unreal con le cuffie?

  5. Luthien Says:

    Quoto Marilù: è stato troppo forte!!^^

  6. Marilù Says:

    x al-tawhid wahid
    …ehm…no.
    ad ogni modo non capisco da dove proviene il tuo atteggiamento distruttivo x ogni argomento toccato in qualunque giorno della settimana/del mese/dell’anno.
    una critica ogni tanto ci sta ed è anche stimolante leggerla,LO SAREBBE DI PIU’ se fosse costruttiva. (ecco sono scaduta nella banalità ma volevo dirtelo da un po di tempo)!

  7. al-tawhid wahid Says:

    Il mio atteggiamento critico, quando c’è - e non c’è sempre, facendo tara della mia generale scarsa simpatia nei confronti dei blos - è dato dal fatto che leggo cose imprecise o anche sballate e mi viene da metterci una pezza, tutto qua.

  8. ErioL Says:

    secondo me il glorioso morrowind è un esempio più che valido di effeti audio micidiali nell’ambiente videoludico: che ne pensi mirco? ^ ^

  9. mirco Says:

    Morrowind non credo di averlo mai giocato con le cuffie. Comunque si, un gioco di quel tipo deve avere (e, di fatto, ha) una notevole cura della componente audio per fare in modo che l’esperienza di gioco sia davvero coinvolgente.

  10. Quentin Costa Says:

    Io credo che il giovine sia libero di esprimersi come crede, se trova inesatta una cosa o vuole aggiungere la sua non la vedo cosi male, magari ne sa più di noi su alcune cose e può darci qualche informazione utile… no? Anche io a volte faccio precisazioni qua e la o dico la mia, sempre in relazione alle mie conoscenze..poi io sono limitato dal fatto che mi intendo solo di tartarughe ninja e brutti vestiti hawaiani, ma se qualcuno avesse idea di fare un post su anfibi vestiti in maniera discutibile probabilmente risulterei un pò saccente o distruttivo a mia volta.
    E anche tu marilù non preoccuparti di cadere nella banalità, banale non è una brutta parola, meglio un pensiero banale tante volte che uno originale: con un pensiero banale si sostiene qualcosa facilmente sostenibile ed apprezzabile, mentre un pensiero originale rischia sempre di trasformarci in diversi e di farci rivalutare solo dai postumi… e secondo me essere rivalutato da gente con una presa scart dietro la testa e l’occhio bionico non è proprio il massimo.

  11. iL TimPo Says:

    HO un test molto simile (c’era un suono, non un barbiere) tempo fa per un controllo particolare dopo l’incidente alla testa.

    mi hanno ficcato dentro una camera insonorizzata e messo una cuffia. Il medico poi mi chiedeva di volta in volta di identificare la fonte del suono.

    il principio credo sia identico ma l’attrezzatura era molto datata!

    comunque il barbiere è fighissimo! :D

  12. at-tawhid wahid Says:

    il mattino ha l’oro in bocca

  13. Giuseppe Says:

    L’olofonia non è una invenzione di Ugo Zuccarelli nè di Umbi Maggi. E stata inventata dal Dr. Gianfranco Maurizio Pisano uno psichiatra e psicoterapeuta calabrese. Tecnica di registrazione molto complessa data da un lavoro di strumentazione, studio del comportamento e dell’esperienza medica.
    Constatate su wikipedia

    [CUT]

  14. Mauro Says:

    L’olofonia non è niente di rivoluzionario ma è una gran figata. Basta prendere un microfono stereo, smontarlo, trasformarlo in auricolari e metterli nelle proprie orecchie. Se registrate qualsiasi suono così e poi lo risentite voi stessi, l’effetto è quasi naturale al 100%. Cambia un po’ se lo sente un’altra persona, ma l’effetto è comunque eccezionale. Non viene usato nei film e nei giochi perchè è difficile girare delle scene in questo modo, e poi vedersi un film con le cuffie non è il max..
    Diverso è il discorso di creare virtualmente suoni 3d da registrazioni mono, questo si che è difficile.. Non è solo questione di ritardi, ma sopratutto di come l’orecchio filtra il suono in base alla direzione dell’origine del suono.
    Provate è incredibile…
    PS: vi serve anche un registratore stereo.

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