Volta e il reacTable: Bjork stupisce con il nuovo album

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volta cover

L’11 maggio 2007 esce Volta, sesto lavoro di Björk Guðmundsdóttir.
Ora capisco perchè non si conosceva il cognome.
Sono riuscito a metterci sopra le mani solamente ieri, e per l’ennesima volta sono rimasto sorpreso di quanto sia fuori da questo mondo. E’ in uno migliore.
Sarà che è nata a Reykjavík, sarà che lì non ci sono alberi, sarà che è amica di Michel Gondry, ma di sicuro Bjork produce originalità. Quando ascolti la sua musica capita che sulle prime ti sembra una gran porcata. Ma poi senti bene e capisci che lei è il futuro e sei tu che devi faticare per metterti al passo.
Bjork ha 42 anni.

Solo per fare un esempio: la foto qua sopra è la copertina di Volta. Ma non è una banale copertina: è un adesivo.

Tu lo stacchi e apri il cofanetto del cd, che è in cartoncino (il cofanetto, non il cd). Dentro c’è un’altra foto, sempre lei, vestita ancora peggio, e che va a fuoco. Qui dentro trovi il booklet e, finalmente, il cd vero e proprio. Scritto con caratteri illegibili. Giri il cofanetto, altri caratteri indecifrabili, gli stessi, per i titoli delle canzoni. Ma che vi avevo detto? Un paio di minuti e capisci che è lei che sta avanti. E leggi tutti i titoli.
Il libretto è pieno di foto, perchè a lei piacciono le foto. Infatti disse:

“The reason I do photographs is to help people understand my music, so it’s very important that I am the same, emotionally, in the photographs as in the music. Most people’s eyes are much better developed than their ears.
If they see a certain emotion in the photograph, then they’ll understand the music.”

Bello. Guarderò con più attenzione i suoi primi piani, allora.

Ma sentiamolo, questo cd.
La prima canzone è molto piacevole, ritmata e indigena, ed è anche il singolo dell’album: “Earth intruders”. Dice che a ben guardare la razza umana è fuori posto, ed ha abbastanza ragione.
Fosse rimasto così, il disco, sarebbe stato piuttosto figo, forse alla lunga avrebbe stancato, ma non sarebbe stato Bjork. Allora dalla 2 alla 8 (e aggiungiamoci pure la 10) si ha una svolta conservatrice e ritorna l’islandese che è in lei, come ce la ricordavamo.

Ma poi arriva la nove.
Se non fossi stato confutato dai credits del disco, sarei ancora convinto che l’autore della musica sia Trent Reznor. Spazza via tutto. Terribilmente elettronica, terribilmente ossessiva, una marcia incalzante che ti costringe a premere “repeat song”. E ad alzare il volume a livelli inaccettabili. Tanto quella di sopra è sorda e tra poco mi trasferisco.
Il testo ripetitivo è un’incitazione a combattere per la propria indipendenza. Sia che tu sia un popolo, sia che tu sia una persona. Forte, diretto, una dimostrazione di carattere.
La nove si chiama “Declare independence”.

Ora, se voi osservate con attenzione il video in questione, si vede chiaramente un aggeggio colorato e luminoso, un cilindro con sopra dei piccoli parallelepipedi che sono come connessi da dei piccoli raggi luminosi. Serve per fare scena, ma soprattutto per fare musica.
Cos’è? Si chiama reacTable, ed è un’invenzione a dir poco geniale: un touchscreen su cui depositare questi cubetti che non sono altro che strumenti elettronici. O per meglio dire: sono componenti di un sintetizzatore modulare. Generatori, filtri, modulatori e tutti i loro amichetti che sicuramente conoscerà chi ha un po’ di familiarità con la musica fatta al pc.
Detto così sembra oscuro, perciò guardatevi qualche video, come questo.
Pura genialità.
Le due caratteristiche più interessanti sono la multi-utenza contemporanea e l’intuitività, che con semplici analogie grafiche risparmia corposi manuali.

Spulciando il sito del progetto, impronunciabile più del cognome di Bjork, nella sezione “media” ho trovato il link ad un altro sito, sinceramente confuso nei suoi intenti ma pieno di stramberie, e da lì per finire sono capitato su wiiwiiwiiwii, meraviglia del web desing che presenta una meraviglia del collage elettronico d’avanguardia: hanno attaccato il controller della console nintendo ad un mac e poi via UDP ad un pc. Il risultato lo trovate sul sito, sezione “what”.

Raise your flag.

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15 Responses to “Volta e il reacTable: Bjork stupisce con il nuovo album”

  1. Quentin Costa Says:

    Sono daccordo sull’originalità, non credo che però lei rappresenti il futuro, purtroppo il futuro è pop e dozzinale, lei è solo al passo con i suoi tempi artistici.
    Trovo positivissimo che ci siano ancora grandi talenti che si discostano dal coro, non solo, trovo anche significativo che un artista possa non arrivare a non copiare continuamente se stesso, ma a fare qualcosa di nuovo anche dopo il 5 album.
    Se piacciono le sonorità electro e nordiche consiglio anche il 3 lavoro dei “the Knife”, anche se cupo rispetto ai primi lavori è veramente significativo e consiglio anche la visione di un loro “live” che riesce a stordire il giusto che serve.

  2. mirco Says:

    Ho messo di mezzo il futuro semplicemente perchè lei tira fuori cose che, nel presente, non ci sono. E si fa molta fatica a trovarle nel passato. ;-)
    Raccolgo la dritta sui The Knife, che conosco solo di nome, e non credo di aver mai ascoltato qualcosa.. ti farò sapere!
    Intanto per rilanciare segnalo l’album più strano (e strano è proprio l’aggettivo adatto in questo caso) di Bjork: Medulla.
    Zero strumenti, solo voci. Arduo da ascoltare…

  3. Quentin Costa Says:

    Beh però sai che ti dico ogni artista ogni tanto tira fuori il suo album difficile da capire… è quello che io definisco il momento KID-A, rifacendomi al famoso album dei radiohead.
    Comunque se anche in questo periodo innovativo e disorientante è riuscita a infilarci, non solo qualcosa di originale, ma di apprezzabile beh allora vale la pena.
    Per quanto riguarda i The Knife forse conosci la voce della cantante che ha lavorato con i norvegesi Royksopp in “what else is there”.

  4. zVero Says:

    In quel singolo dei Royksopp cantava un uomo?!? Naaa, ma falla finita…

  5. Quentin Costa Says:

    la voce della cantante … era una donna dal mio post ma non so cosa tu abbia letto

  6. zVero Says:

    Ho letto una vocale per un’altra-.-’

  7. mirco Says:

    T’oh, cosa ti scopro: secondo Wikipedia i The Knife sono diventati famosi al grande pubblico facendo la cover di Heartbeats, una canzone di Jose Gonzales. Non so chi sia, però la canzone è la stessa dello spot della Bravia delle palline, quello di cui ha parlato Skias Onar!
    La cover è piacevole, ma non supera l’originale..

  8. Quentin Costa Says:

    no in realtà è il contrario scusatemi tanto

  9. Quentin Costa Says:

    qui si stanno dicendo un mare di imprecisioni in campo musicale…..
    In primo luogo il buon jose gonzales è molto famoso in svezia di dove sono i knife… ora per risolvere il problema delle cazzate … l’album veener è del 2003, mentre l’album dei the knife in cui è contenuta la canzone heartbeat è del 2002.
    The group became prominent in late 2005 when José González covered “Heartbeats” on his 2003 album, Veneer.

    Prego veramente di fare attenzione quando si danno informazioni, perchè si rischia di dire cose irreali.

  10. mirco Says:

    ops!
    Hai ragione… l’avevo letto all’inizio per poi perdermi nei video di youtube, ed evidentemente ho distorto la lettura involontariamente.
    Però resta che la versione di Gonzales l’hanno usata per la pubblicità ^_^

  11. Quentin Costa Says:

    Prova a vedere un loro live dell’ultimo anno su youtube se ne trovano, comunque gonzales è un altro patito di electronica anche se non è il suo genere musicale, ha lavorato con i grandi zero 7 con cui ha lavorato anche sia furler, che dire, cantanti che anche se non fanno musica electro riconoscono le potenzialità dei loro pezzi e le loro voci prestati al sintetizzatore

  12. *Skias Onar* Says:

    Parlando di reacTable…ma i disegnini sui “dadi” indicano le varie forme d’onda che andranno a generare il pattern sonoro?

  13. mirco Says:

    I disegnini indicano varie cose.
    Il tipo di segnale (sinusoide quello ad onde, impulso quello rettangolare), ma anche filtri di vario genere o feedback. Insomma usano la simbologia che si usa nell’elettronica -e quindi nella musica elettronica- per semplificare l’apprendimento.
    In realtà credo che con un oggetto del genere la cosa migliore per imparare sia mettere sul tavolo dadi a caso, fare varie prove e vedere che succede.
    Poi vai ad intuito.

    Il dado senza dubbio più figo, cmq, è il radar.

  14. NaturalMystic Says:

    Ciao, ho letto il post per caso e vi segnalo un’imprecisione…
    La superficie su cui vengono posati i cubi non è un touch-screen ma una semplice tavola trasparente. Sotto la tavola ci sono un proiettore e una videocamera. Il funzionamento preciso è spiegato sul sito, comunque si basa sulla computer vision e sul riconoscimento dei simboli attaccati sotto gli oggetti.

  15. mirco Says:

    Ciao NaturalMystic, e grazie mille per la precisazione!
    Ho recuperato il pdf in cui si spiega il funzionamento preciso, e appena ho un momento libero gli do un’occhiata ;-)

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