La Trasformata di Fourier di un segnale periodico ed il suo ruolo nel Teorema del campionamento (seconda parte)

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Segnale campionato
Segnale campionato

La prima parte di questa trattazione ci aveva lasciato in eredità un concetto molto importante, e cioè che è possibile sostituire alla normale descrizione di un segnale nel dominio del tempo quella in frequenza, dopo un’opportuna trasformazione che va sotto il nome di Trasformata di Fourier.

A questo punto è importante fare chiarezza nella distinzione di tre entità: il segnale tempo-continuo, il segnale impulsato ed il segnale tempo-discreto (o sequenza).
In particolare scopriremo come il secondo sia un passo fondamentale per la rappresentazione dei segnali fisici in sequenze di bit che è possibile elaborare al computer.

sound noise
Suono e rumore

Un segnale tempo-continuo è qualcosa che inconsapevolmente ci è molto familiare: un’onda sonora, per esempio, porta un segnale tempo-continuo con sè. Altresì siamo molto abituati a vedere rappresentazioni di tali segnali tramite dei grafici che ne indicano l’andamento nel tempo, come nell’immagine a lato.
L’aggettivo tempo-continuo sta proprio a sottolineare il fatto che non esistono interruzioni, nemmeno minime, per tutta la durata della riproduzione. E’ un segnale che continua nel tempo, appunto.
E’ un segnale analogico.

Opposti a questa categoria, esistono i segnali tempo-discreti.
Questi non sono altro che delle sequenze di numeri, presi ad intervalli di periodo noto T. Non sono dei segnali (o per lo meno è improprio chiamarli così), sono una successione di numeri. Questo è molto importante.
Eppure, tutta l’elaborazione dei segnali oggigiorno viene effettuata proprio nel tempo-discreto: gli elaboratori elettronici, incapaci di trattare suoni e immagini, si limitano a trattare insiemi di numeri. Com’è possibile allora passare da un segnale fisico ad una sequenza e poi di nuovo indietro al segnale di partenza?
In altre parole, come facciamo ad ascoltare gli mp3, la radio, a vedere la tv?

Segnale campionato
Segnale campionato

Il trucco sta in un passaggio intermedio, che assicura la possibilità di effettuare il salto nelle due direzioni. Il trucco sta nei segnali impulsati, e quindi nel Teorema del campionamento.
Un segnale impulsato non è nient’altro che il risultato di una moltiplicazione di un segnale tempo-continuo con un treno (o sequenza) di impulsi unitari, che “leggono” il segnale ad intervalli precisi di tempo. Il risultato, questa volta, è ancora un segnale.
Facendo riferimento all’immagine a sinistra (che in verità mostra un segnale campionato), la linea continua è il segnale analogico, mentre i pallini sono i punti in cui il treno di impulsi “ha letto” il segnale. E’ ovvio che più questi punti saranno vicini tra loro, più sarà semplice ricostruire il segnale originale: è come il gioco “unisci i puntini”, se mi concedete il paragone.

Ma andiamo più in profondità, utilizzando qualche formula.
Innanzitutto scriviamo il segnale impulsato come:

x_s(t) = x(t) s(t) = sum{n=-infty}{+infty}{x(nT) delta (t - nT)}

In particolare s(t) = sum{n=-infty}{+infty}{delta (t - nT)} è proprio il treno di impulsi, mentre x(nT) sono i valori del segnale originale “presi” con intervallo T.
E’ importante notare che il segnale x_s(t) sarà quindi anch’esso costituito da un treno di impulsi (ciascuno con il valore appropriato), e cioè da un segnale che si ripete nel tempo, periodico.

Effettuando la Trasformazione di Fourier su tale segnale, ricordando la trasformata nota di un impulso di Dirac, otteniamo banalmente:

X_s(Omega) = sum{n=-infty}{+infty}{x(nT) exp^( - j Omega nT)}

E’ importante notare questa volta che i coefficienti x(nT) sono gli stessi, sia in tempo (primo caso), sia in frequenza (secondo caso).

Detto ciò, facciamo un’altra considerazione.
Il treno di impulsi, in quanto -come detto- segnale periodico, ha una Trasformata  di Fourier anch’essa periodica della forma:

S(Omega) = {{2 pi}/T} sum{k=-infty}{+infty}{delta (Omega - k {{2 pi}/T})}

Ma allora, se riscriviamo l’equazione precedente, sfruttando la linearità della Trasformata di Fourier e la sua proprietà relativa alla moltiplicazione di due segnali nel tempo:

x_s (t) = x(t) s(t) doubleright X_s(Omega) = 1/{2pi} [ X(Omega) * S(Omega)]

Intendendo con la croce il simbolo di convoluzione, cioè:

X_s(Omega) = [1/{2pi} X(Omega)] * [{{2 pi}/T} sum{k=-infty}{+infty}{delta (Omega - k {{2 pi}/T})}]

Per note proprietà, possiamo portare l’operazione di convoluzione all’interno della sommatoria. Questo e la proprietà del campionamento degli impulsi di Dirac, ci permettono di scrivere in definitiva:

X_s(Omega) = {1/T} sum{k=-infty}{+infty}{ X(Omega - k {{2 pi}/T})}

Che è un risultato fondamentale: trattando un segnale tempo-continuo con un treno di impulsi (quindi con un segnale periodico), lo rendiamo in qualche modo periodico a sua volta, riducendolo ad un insieme di coefficienti che indicano l’area del segnale originale.

Spettro replicato in frequenza
Spettro replicato in frequenza

Inoltre, ed ancora più importante, in frequenza otterremo lo spettro del segnale originale, replicato all’infinito a destra e sinistra, periodicamente.
In figura, il segnale blu è lo spettro del segnale originale, mentre in verde vediamo le sue repliche.

Questa non è nient’altro che la prima parta del Teorema del campionamento. I passi successivi saranno l’enunciazione più precisa di detto Teorema e, infine, la naturale associazione dei coefficienti del segnale impulsato alla sequenza di numeri del segnale tempo-discreto.

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2 Responses to “La Trasformata di Fourier di un segnale periodico ed il suo ruolo nel Teorema del campionamento (seconda parte)”

  1. il timpo Says:

    ci sarebbe forse da spendere due parole sul perchè usiamo un treno di impulsi di Dirac e non un treno di impulsi qualsiasi.

    L’utilizzo del Dirac in fase di campionamento deriva direttamente dalla sua proprietà di avere area unitaria.
    Moltiplicando un segnale tempo-continuo per un solo impulso unitario al tempo t0, e integrando il prodotto, è intuitivo che il risultato sia un altro impulso di ampiezza pari al valore che x(t) assume al tempo t0. L’estensione del concetto al Treno di impulsi di Dirac è altrettanto immediata.

  2. il timpo Says:

    ah l’immaginina del martello è bellissima :D

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