Recitare il rosario tutti assieme, durante le lunghe percorrenze

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Questa notizia non poteva passare inosservata, per quanto mi riguarda. Vi cito la prima parte direttamente dall’articolo su Repubblica.it:

    Arriva il codice della Strada del Vaticano. Non è uno scherzo, ma quanto ha appena fatto il Consiglio Pontificio per la Pastorale dei migranti e gli itineranti: un importante - e per certi versi storico - documento dedicato proprio al popolo della strada, diviso in quattro categorie: viaggiatori, prostitute, bambini senza famiglia e barboni.

E più sotto, curiosamente, si specifica di nuovo “l’iniziativa è molto seria”: probabilmente non è una precisazione ridondante, visto che questa Pastorale ha un non so che di anacronistico.

Tralasciando dettagli del tutto folli come quello del titolo del post o del “fare il segno della croce” prima di mettere in moto, c’è da dire che il traffico, almeno quello romano, è sempre più insostenibile. In questo non gli si può dare assolutamente torto.
Altra considerazione: il valore del “viaggio” ormai si è quasi del tutto perso. Forse è questo che fa apparire così fuori dal mondo la Pastorale.
Per l’ennesima volta la Chiesa cattolica fa dichiarazioni quasi ridicole in un contesto moderno, ma il tentativo di difendere vecchi bastioni, se non condivisibile, almeno dovrebbe portarci a riflettere su quali valori stiamo perdendo e se non sia il caso di cercare di evitarlo. Ammesso sia possibile.

Leggetevi l’articolo e dite cosa ne pensate.

Il codice della strada vaticano

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